L’USPP – Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria – esprime forte contrarietà e profonda amarezza rispetto alla decisione annunciata dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio di donare l’autovettura del giudice Giovanni Falcone, quella coinvolta nella strage di Capaci del 23 maggio 1992.

Da anni i resti di quell’autovettura sono custoditi all’interno della Scuola di Formazione della Polizia Penitenziaria intitolata proprio al magistrato assassinato dalla mafia, luogo altamente simbolico per il Corpo e per tutto il personale penitenziario e per le scolaresche che lo visitano. La struttura ospita inoltre il GOM, il Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, reparto impegnato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata e nella gestione dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

“Non si è mai visto – dichiara Giuseppe Moretti, Presidente USPP – che un’istituzione si privi volontariamente di un simbolo così prezioso, carico di memoria, sacrificio e valore civile. Quella macchina rappresenta una testimonianza diretta della barbarie mafiosa e del prezzo pagato dallo Stato nella lotta a Cosa Nostra. Togliere quel simbolo da una scuola dedicata a Giovanni Falcone appare una scelta incomprensibile e profondamente sbagliata”.

Sulla stessa linea anche Francesco Laura, Vice Presidente USPP e Responsabile anche del Coordinamento dei Funzionari e Dirigenti del sindacato, per il quale “Quel reperto non è un oggetto qualsiasi, ma un patrimonio morale e identitario per la Polizia Penitenziaria e per tutti coloro che credono nella legalità. Custodirlo all’interno della scuola “Giovanni Falcone” di Roma significa trasmettere quotidianamente ai giovani appartenenti al Corpo il senso del dovere, del sacrificio e della lotta alle mafie. Spostarlo o donarlo altrove rischia di impoverire proprio quel patrimonio di memoria che le istituzioni dovrebbero invece preservare”.

L’USPP chiede pertanto al Ministro Nordio di riconsiderare la decisione e di mantenere l’autovettura nella sede attuale, luogo naturale della memoria e simbolo concreto dell’impegno dello Stato contro ogni forma di criminalità organizzata.

Roma, 23 maggio 2026

Ufficio Stampa USPP

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