di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Ennesimo grido d’allarme quello lanciato da Danilo Primi, sindacalista Uspp, in merito alla situazione sempre più difficile in cui versa la casa circondariale Mammagialla. “Oggi sono stati confiscati ad un detenuto italiano un telefonino ed un certo quantitativo di stupefacente- informa Primi– C’è da dire che già un mese fa lo stesso detenuto  era stato di nuovo sorpreso in possesso di ciò ed ancora prima aveva commesso lo stesso reato presso l’istituto da cui poi è stato trasferito. Ciò dà l’idea  delle condizioni in cui lavoranogli agenti di polizia penitenziaria. Stiamo sempre combattendo con queste situazioni, in totale emergenza, con il personale sempre più ridotto e le grosse difficoltà che ora avremo per gestire il piano ferie estivo, spalmato  da giugno a settembre”.

Primi fa sapere che presso il reparto di Isolamento ci sono detenuti che sputano addosso agli agenti e che li insultano. Inoltre, distruggono anche le celle, “ma l’amministrazione – incalza Primi – non li sposta. Il personale è

Danilo Primi

esausto. Nel reparto  14 bis, dove ci sono reclusi coloro che hanno commesso reati eclantanti a ripetizione – precisa il sindacalista –  c’è una sorta di isolamento più rigido”.

Ma come un detenuto può nascondere un telefonino in carcere? “Esistono ora dei cellulari grandi come una chiavetta usb, che si aprono quando debbono essere utilizzati – spiega Primi– Per fare i numeri di telefono è necessario avere uno stuzzicadenti. Il detenuto può così nasconderlo in qualunque modo e sono, quindi, fin troppo bravi i nostri colleghi delle sezioni detentive, che, essendo così scrupolosi e scaltri, si accorgono di queste cose, nonostante lavorino sempre in carenza di personale.

L’amministrazione, purtroppo, è dormiente sia per questa situazione del carcere viterbese che per altre realtà. Il nostro direttore, il dott. D’Andria ha chiesto udienza al capo del Dipartimento, ma gli è stato risposto picche, visto che loro si basano sulla pianta organica fotografata qualche tempo fa che è di 343 unità e così è stato risposto al direttore che la pianta organica è piena.

Poi come è suddiviso il personale non importa, quando in realtà è importantissimo visto che Mammagialla  è un carcere grande con varie sezioni.  La precedente amministrazione, inoltre, è stata in stand-by per sette anni ed ora ci troviamo in questo stato pietoso. Per fare il servizio quotidiano occorrono 75 unità detentive e noi non ce le abbiamo. Dobbiamo poi considerare che a luglio vanno in pensione sette persone e che a settembre inizierà un corso per ispettori e se ne andranno altre 18 unità. Con l’ultima mobilità  sono state mandate via 8 persone e prese soltanto 2. La situazione è veramente tragica”.

fonte: http://www.tusciatimes.eu/__trashed-53/