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Agente aggredito da un detenuto Porta blindata sbattuta in faccia Un agente scelto di Polizia penitenziaria è stato aggredito da un detenuto di origini brasiliane dopo un colloquio con familiare.

Un agente scelto di Polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Bergamo è stato aggredito venerdì 7 febbraio da un detenuto di origini brasiliane dopo un colloquio con familiare. A dare la notizia è Ennio Pipola, segretario provinciale del Uspp (Unione sindacati Polizia penitenziaria) di Bergamo, che racconta: «L’uomo aveva esaurito il tempo del colloquio con i famigliari e, quando il personale di Polizia penitenziaria lo ha invitato a uscire dalla sala, ha cominciato a inveire contro tutti, fino a colpire l’agente e a sbattergli una porta blindata sul volto, provocandogli traumi e contusioni con cinque giorni di prognosi. Solo grazie al tempestivo intervento di altro personale in servizio, che ha bloccato il detenuto, si è riusciti a scongiurare il peggio». Sull’episodio interviene anche il segretario regionale dell’Uspp, Gian Luigi Madonia: «Negli Istituti penitenziari italiani, ogni giorno il personale di Polizia penitenziaria opera in condizioni di estrema esposizione al rischio. Si continuano a registrare disordini, denigrazioni e offese al personale, anche aggressioni con ferite e traumi. In questo scempio, in costante e progressivo aumento, non solo statisticamente, non si vedono cenni di interessamento da parte del governo, del ministro della Giustizia e di chi dovrebbe avere la responsabilità politica e gestionale delle carceri».


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