ULTIMISSIMA 17.10.2020 AL VIA L’APERTURA DEL CONTRATTAZIONE PER IL STIPULA DEL CONTRATTO DELLA DIRIGENZA DELLE FF.OO. e FF.AA. TRIENNIO 2019/2021

Il 5 novembre 2011 finalmente si aprirà la stagione contrattuale del comparto sicurezza e difesa, con la consapevolezza che le risorse sono irrisorie rispetto alle necessità che avrebbe un comparto con i lavoratori così esposti, come appartenenti alla polizia penitenziaria. Pronti a produrre una piattaforma contrattuale che risponda alle esigenze di ridare dignità al lavoro che gli agenti svolgo nelle carceri ma anche in generale in tutto il mondo dell’esecuzione penale, l’USPP, tra le altre rivendicazioni, è pronta a chiedere un aumento dell’indennità di servizio per chi opera nei posti più esposti, maggiori tutele e diritti per il riconoscimento del lavoro usurante e lo stress post traumatico di cui è vittima il personale anche a causa delle aggressioni, detassazione dello straordinario e decontribuzione sull’indennità pensionabile. Ci batteremo soprattutto per riconoscere maggiormente il profilo usurante del lavoro svolto da chi opera nelle sezioni detentive a diretto contatto con i detenuti e per chi opera nei servizi di tradizione. Un impegno che porteremo avanti per migliorare le condizioni lavorative delle donne e degli uomini posti a garanzia della sicurezza e legalità nelle carceri. LA SEGRETERIA NAZIONALE

CARCERI: USPP 'IMPUTAZIONE COATTA DOPO SUICIDIO DETENUTO? PERSONALE LASCIATO SOLO'

Roma, 12 ott. - (Adnkronos) - ''Un detenuto si è suicidato in cella nel carcere di Regina Coeli nel febbraio 2017 e, da quanto si apprende dalle notizie giornalistiche, arriva la mannaia dell'imputazione coatta per il personale dell'Amministrazione penitenziaria'', è il commento del Presidente dell'U.S.P.P. Giuseppe Moretti. ''Sono mesi che l'U.S.P.P. denuncia la vergogna italiana degli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi e delle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza che non hanno posti a sufficienza per gestire i soggetti con disturbi psichiatrici - dice il vice presidente dell'U.S.P.P. Francesco Laura - Sono lasciati in carcere in balia essenzialmente del personale dell'Amministrazione penitenziaria, sia civile sia di Polizia Penitenziaria, che non ha formazione adeguata e strumenti sufficienti a contrastare il disagio psichico di queste persone, spesso causa delle aggressioni in danno degli agenti di Polizia Penitenziaria''. ''La notizia che trapela oggi dei possibili rinvii a giudizio, dopo due richieste di archiviazione presentate dalla procura - commentano i due sindacalisti - ci lascia sgomenti e amareggiati perché non possiamo non pensare allo stato d'animo degli operatori penitenziari tutti, dai dirigenti, agli educatori e agli agenti di Polizia Penitenziaria coinvolti in questa vicenda, che li rende anch'essi, come il ragazzo che si è suicidato, vittime di un sistema di abbandono delle istituzioni e della politica davanti ad un problema che si tarda ad affrontare e a risolvere".

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